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Leto (o Latona)

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Leto (Latona nella mitologia romana) nacque dai titani Febe e Ceo, possedeva i poteri del progresso tecnologico e vegliava sulla tecnologia e sui fabbri.

I suoi poteri erano molto simili a quelli di Efesto (Vulcano). Generò da Zeus i gemelli Apollo e Artemide cacciatrice, personificazione della luna identificabile anche in Selene ed Ecate. La mitologia spesso accosta il nome di Latona al continente originario degli Iperborei, popolo nordico emigrato in diverse ondate dalle zone artiche fino all'Europa e all'Asia.

Esiodo narra che Zeus - che pure l'amava, ma temeva le ire e la gelosia della moglie Era - allontanò da sé Latona poco prima che essa partorisse. Nessuno voleva darle ospitalità, temendo le ritorsioni di Era; così Latona, inseguita dal serpente Pitone, vagando attraverso il Mare Egeo, trovò rifugio presso l'isola egea, arida e galleggiante sulle acque, di Ortigia (che dalla nascita delle divinità prese il nome di "Delo"), dove nacquero Artemide e Apollo. I figli di Latona in seguito uccisero il serpente, sul monte Parnaso, per vendicarsi delle sofferenze inflitte alla madre.

Leggermente diversa la versione fornita da Ovidio, secondo cui fu Orione, accorso in difesa di Latona, ad avere la peggio, morendo, in uno scontro con Scorpione, avverso alla dea. Resta il fatto che, partoriti Apollo e Diana, Latona in segno di gratitudine fissò l'isola a quattro pilastri emergenti dal fondo marino per darle stabilità e intelligenza.

Latona è anche citata da Dante nei canti X, XXII e XXIX della Divina Commedia.

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